Due uragani in cinque giorni, due uragani il cui tempo di ritorno era previsto in un secolo si sono succeduti in cinque giorni. Pochi giorni prima del video che potete vedere su YT e che metto in fondo all’articolo, John Morales aveva scritto: «Queste non sono anomalie, questi sono presagi del futuro».
Sembra davvero che il realismo sia ormai l’atteggiamento meno diffuso, addirittura quello considerato più irritante.
Il 23 settembre Maurizio Mascitti ha cercato di spiegare come avviene questo utilizzo massiccio di falsità nel flusso delle informazioni e nel flusso dei social. Su ogni argomento, ma in particolare sul terreno del “cambiamento climatico”. Lo ha fatto all’interno di “Appunti” di Stefano Feltri e a quello spazio giornalistico rimando
https://appunti.substack.com/p/perche-i-negazionisti-climatici-insistono
Certo, ci ricorda Mascitti che le falsità funzionano “Semplicemente ripetendole a sufficienza. Col tempo queste informazioni diventano così familiari che correggere le relative credenze si trasforma in un’impresa complicata. Anche se la loro verità è un’illusione.”
E allora, semplicemente cerchiamo di ripetere a sufficienza quello che sta succedendo attorno a noi con le ipotesi di spiegazione elaborate dalle comunità scientifiche:
“Un mondo più caldo ha mari più caldi; più calore immagazzinato nei mari significa che c’è più energia disponibile per alimentare gli uragani.
Un mondo più caldo ha anche aria più calda; l’aria più calda può assorbire più vapore acqueo, il che significa piogge più intense sulle terre attraversate dagli uragani.
E un mondo più caldo ha meno ghiaccio e, di conseguenza, livelli del mare più alti; livelli del mare più elevati peggiorano le mareggiate spinte verso l’interno dai venti degli uragani.
Su questo ormai c’è un consenso massiccio nella comunità scientifica.” Stefano Feltri dall’Economist.
John Morales: «Queste non sono anomalie, questi sono presagi del futuro».
Un esempio di come si fa informazione di come tutti noi possiamo formarci una corretta opinione?
“Le ricerche di Howarth si basano su un assunto: se consideriamo l’anidride carbonica come unico gas serra, allora è vero: il carbone è peggio del gas. Ma l’anidride carbonica non è l’unico gas serra. Se contiamo anche le emissioni di metano arriviamo a risultati opposti: il metano è un gas 80 volte più climalterante della CO2, ma dura anche di meno in atmosfera. La CO2 dura secoli, il metano decenni. Il carbone emette più CO2 e meno metano, quindi sul mondo del 2124 è più pericoloso del gas, ma sul mondo del 2044 è molto più pericoloso il gas […]
Iscriviamoci ad Areale di Francesco Cotugno e seguiamolo.
https://www.editorialedomani.it/podcast/areale-il-podcast-t6lc2nmz
Lascia un commento