Sabato 1 Marzo 2025

Questa sarà grande televisione.

This is going to be great television. Diretta tv dalla Casa Bianca

D’impulso mi sono venuti in mente i bolscevichi di Troskji che entrano nella sala con le loro giubbe e cominciano a distribuire volantini agli attoniti aristocratici della diplomazia mondiale. Errore, la rivoluzione proletaria è un’altra cosa. La scena da richiamare alla mente non è mai davvero avvenuta ed è quella dei due capodelegazione inglesi che dopo aver salutato i colleghi in alta uniforme tirano fuori i volantini e cominciano a distribuirli a Versailles. Ripeto, i delegati inglesi o francesi, perché nel 1919 dalla delegazione degli americani, Wilson compreso, gli europei, indispettiti, si aspettavano di tutto, forse anche i volantini.

Nel merito, nessuna novità dall’incontro alla White House tra il Presidente Trump e la delegazione ucraina ai suoi massimi livelli. Rottura c’era e rottura è confermata. L’accordo di sfruttamento statunitense delle risorse naturale dell’Ucraina occidentale era il contrappeso chiesto dall’alleato per poter inoltrare la dichiarazione di sconfitta e sancire la consegna ai russi dell’area mineraria e industriale dell’Ucraina orientale. Questa firma non c’è stata, ma niente muta nel merito.

Nel metodo tutto cambia. Il Presidente ha deciso di distribuire i volantini ed ha chiesto al Vice di aiutarlo. Lo scontro che tutti ci immaginavamo non è avvenuto tra le delegazioni davanti all’accordo da firmare. E’ avvenuto davanti alle telecamere, è stato rivolto in primo luogo agli americani e solo in via subordinata al resto del mondo.

Alla lettera. “I think we’ve seen enough what do you think. This is this is going to be great television I will say that all right”.

In fondo, dice Trump, rimaneva un’ultima domanda.
Il punto di svolta avviene quando il presidente ucraino si permette di ricordare che l’invasione russa è cominciata nel 2014, che tre presidenti (Obama/Trump/Biden) non hanno fermato Putin. Trump prova a smarcarsi, “io non ero qui” dice, ma Zelenskyy non avverte che l’unico pericolo lo corre se coinvolge Lui, Trump primo mandato, in una guerra della quale ha detto sempre che “se c’era Lui non sarebbe mai cominciata”. Errore fatale. Zeleskyy si illude ancora di anteporre i fatti alle interpretazioni. Addirittura precisa le date, pignolo, quando tutti sanno che loro “hanno fatti alternativi” ai fatti!

Davanti ad una chiamata di corresponsabilità, Trump ha deciso di “dare i volantini” e ha avviato il “reality show” di cui è attore esperto. Attaccare sempre, non ammettere mai l’errore, mentire. Le famose tre regole del reality show alla Trump vengono subito applicate dal conduttore e dalla sua spalla. Zelenskyy scompare perché si è dimenticato di essere un valido comico e intrattenitore televisivo e non ha capito che proprio di questo si trattava, era solo in TV e lui pensava di essere alla Casa Bianca. In realtà il problema è che la Casa Bianca è diventata un canale tv.

Il dialogo si fa veloce, stringente. I sottotitoli non risolvono se volete insieme guardare le espressioni dei volti. Questa è la traduzione messa a disposizione dal “Il Fatto quotidiano” a cui rimando,

https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/02/28/trump-zelensky-vance-trascrizione-scontro/7896301

VENERDI 28 FEBBRAIO 2025 / WHITE HOUSE

Domanda di un giornalista a Trump se non sia troppo “allineato” con Putin:

TRUMP  Se non mi allineassi con entrambi, non ci sarebbe mai un accordo. Vuoi che dica cose terribili su Putin e poi dica: “Ciao Vladimir, come stiamo andando con l’accordo?” Non funziona così. Non sono allineato con Putin, non sono allineato con nessuno, sono allineato con gli Stati Uniti d’America e per il bene del mondo. Sono allineato con il mondo e voglio chiudere questa cosa. Vedi l’odio che (Zelensky ndr) ha per Putin, è molto difficile per me fare un accordo con quel tipo di odio. Ha un odio tremendo, e lo capisco, ma posso dirti che nemmeno l’altra parte lo ama particolarmente. Quindi non è una questione di allineamento, io sono allineato con il mondo. Voglio sistemare questa cosa. Sono allineato con l’Europa, voglio vedere se possiamo risolvere questa situazione. Vuoi che sia duro? Posso essere più duro di qualsiasi essere umano tu abbia mai visto, potrei essere durissimo, ma così non otterrai mai un accordo, ecco come stanno le cose. Va bene, un’ultima domanda…

VANCE: Voglio rispondere a questo. Per quattro anni gli Stati Uniti d’America hanno avuto un presidente che si è presentato alle conferenze stampa e ha parlato duramente di Vladimir Putin, e poi Putin ha invaso l’Ucraina e ha distrutto una parte significativa del paese. La strada per la pace e la prosperità forse passa attraverso la diplomazia. Abbiamo provato la via di Joe Biden, quella di batterci il petto e fingere che le parole del Presidente degli Stati Uniti contassero più delle sue azioni. Ciò che rende grande l’America è il suo impegno nella diplomazia. Questo è ciò che sta facendo il Presidente Trump.

ZELENSKYY: Posso fare una domanda?

VANCE: Certo.

ZELENSKY: Ok, ha occupato grandi parti dell’Ucraina, la parte orientale e la Crimea, nel 2014. Quindi, per molti anni, non sto parlando solo di Biden, ma all’epoca c’era… il presidente Obama, poi il presidente Trump, poi il presidente Biden, ora il presidente Trump e, che Dio ci aiuti, ora il presidente Trump lo fermerà. Ma nel 2014 nessuno lo ha fermato. Ha semplicemente occupato e preso. Ha ucciso persone, sai?

TRUMP: 2015.

ZELENSKY: 2014.

VANCE: 2014-2015.

TRUMP: Oh, 2014.

ZELENSKY: Sì, sì, sì.

TRUMP: Io non ero qui.

ZELENSKY: Sì, ma dal 2014 al 2022, la situazione è rimasta la stessa: la gente moriva sulla linea del fronte. Nessuno lo ha fermato. Sai che abbiamo avuto molte conversazioni con lui, conversazioni multilaterali. E io ho firmato con lui, io, da nuovo presidente nel 2019, ho firmato con lui un accordo. Ho firmato con lui, Macron e Merkel, un cessate il fuoco. Tutti mi dicevano che non avrebbe mai attaccato, abbiamo firmato con lui un contratto per il gas… Sì, ma dopo ha violato il cessate il fuoco, ha ucciso la nostra gente e non ha scambiato prigionieri. Abbiamo firmato per lo scambio di prigionieri, ma non lo ha fatto. Di che tipo di diplomazia, JD, stai parlando? Cosa intendi?

VANCE: Parlo della diplomazia che porrà fine alla distruzione del tuo paese.

ZELENSKY: Sì, ma se tu..

VANCE: Signor presidente, con tutto il rispetto, penso che sia irrispettoso venire nello Studio Ovale e cercare di discutere di questo davanti ai media americani. In questo momento state costringendo i coscritti a combattere perché avete problemi di reclutamento. Dovreste ringraziare il presidente per aver cercato di porre fine a questo conflitto.

ZELENSKY: Sei mai stato in Ucraina per vedere i problemi che abbiamo?

VANCE: Io sono stato…

ZELENSKY: Vieni una volta.

VANCE: Ho effettivamente guardato e visto le storie e so cosa succede: portate le persone a fare un tour propagandistico, signor Presidente. Non sei d’accordo che avete problemi a reclutare soldati?

ZELENSKY: Abbiamo problemi..

VANCE: E pensi che sia rispettoso venire nello Studio Ovale degli Stati Uniti e attaccare l’amministrazione che sta cercando di impedire la distruzione del tuo paese?

ZELENSKY: Tante domande. Iniziamo dall’inizio.

VANCE: Certo.

ZELENSKY: Prima di tutto, durante la guerra, tutti hanno problemi. Anche voi, ma avete un bell’oceano e non lo sentite ora, ma lo sentirete in futuro. Dio vi benedica, Dio vi benedica..

TRUMP: Non lo sai. Non lo sai…non dirci cosa sentiremo. Stiamo cercando di risolvere un problema. Non dirci cosa sentiremo.

ZELENSKY: Non sto dicendo, sto rispondendo alla domanda…

TRUMP: Perché non sei in posizione di dare ordini.

VANCE: Esattamente quello che stai facendo.

TRUMP: Non sei in posizione di dirci cosa sentiremo, staremo benissimo. Staremo benissimo e molto forti

ZELENSKY: Sentirete l’influenza…

TRUMP: In questo momento non siete in una buona posizione. Vi siete messi in una pessima posizione, e lui ha ragione su questo.

ZELENSKY: Dall’inizio della guerra…

TRUMP: Non siete in una buona posizione. Non avete le carte giuste. Con noi, iniziate ad avere carte.

ZELENSKY: Non sto giocando a carte.

TRUMP: In questo momento state giocando a carte, state giocando con la vita di milioni di persone. State giocando con la Terza Guerra Mondiale. E quello che state facendo è molto irrispettoso verso questo paese, che vi ha sostenuto molto più di quanto molti pensassero fosse giusto.

VANCE: Hai mai detto “grazie” una sola volta?

ZELENSKY: Tante volte.

VANCE: No, in questo..

ZELENSKY: Anche oggi. Anche oggi…

VANCE: No, in tutto questo incontro.

ZELENSKY: Ho detto grazie molte volte al popolo americano.

VANCE: No, in tutta questa riunione. Sei andato in Pennsylvania e hai fatto campagna per l’opposizione a ottobre. Offri alcune parole di apprezzamento per gli Stati Uniti d’America e per il presidente che sta cercando di salvare il tuo paese.

ZELENSKY: Per favore, pensate che se parlerete molto ad alta voce della guerra…

TRUMP: Lui non sta parlando ad alta voce. Non sta parlando ad alta voce. Il tuo paese è in grossi guai.

ZELENSKY: Posso? Posso rispondere?

TRUMP: Aspetta un attimo. No, no. Hai parlato molto. Il tuo paese è in grossi guai.

ZELENSKY: Lo so. Lo so.

TRUMP: Non stai vincendo, non stai vincendo questa guerra. Hai una cazzo di buona possibilità di uscirne bene grazie a noi.

ZELENSKY: Signor Presidente, noi restiamo nel nostro paese, restiamo forti. Fin dall’inizio della guerra siamo stati da soli e siamo grati. Ho detto grazie in questo gabinetto, [incomprensibile], ho detto grazie…

TRUMP: Non siete stati da soli. Non siete stati da soli. Vi abbiamo dato – tramite questo stupido presidente – 350 miliardi di dollari…

ZELENSKY: Hai votato per il tuo presidente.

TRUMP: Vi abbiamo dato equipaggiamenti militari e i tuoi uomini sono coraggiosi, ma hanno dovuto usare i nostri equipaggiamenti—se non aveste avuto i nostri equipaggiamenti militari, questa guerra sarebbe finita in due settimane.

ZELENSKY: In tre giorni, l’ho sentito da Putin, in tre giorni…

TRUMP: Forse meno.

ZELENSKY: In due settimane, naturalmente…

TRUMP: Sarà una cosa molto difficile fare affari così, te lo dico.

VANCE: Basta dire grazie.

ZELENSKY: Ho detto molte volte grazie al popolo americano…

VANCE: Accetta che ci siano divergenze e andiamo a risolvere queste divergenze invece di cercare di combatterle sui media americani quando hai torto. Sappiamo che hai torto.

TRUMP: Ma vedi, penso che sia buono per il popolo americano vedere cosa sta succedendo. Penso che sia molto importante, ecco perché ho lasciato che andasse avanti così a lungo. Devi essere grato…

ZELENSKY: Sono grato…

TRUMP: Devi essere più grato. Perché lascia che ti dica, non hai le carte giuste. Con noi, hai le carte. Ma senza di noi, non hai alcuna carta.

REPORTER: Un’ultima domanda…

TRUMP: Sarà difficile fare un accordo così. Perché gli atteggiamenti devono cambiare.

REPORTER: E se la Russia rompesse il cessate il fuoco?

TRUMP: E se lo facesse? E se accadesse qualsiasi cosa? E se una bomba ti cadesse in testa proprio adesso? Ascolta, Putin non ha mai infranto accordi con me. Forse l’ha infranto con Biden perché Biden non lo rispettavano, non rispettavano Obama. Ma rispettano me. Lascia che te lo dica, Putin ha passato un sacco di guai con me. Ha affrontato una caccia alle streghe fasulla in cui lo hanno usato insieme alla Russia…hai mai sentito parlare di quella storia? Era una truffa, una truffa orchestrata da Hunter Biden e Joe Biden. Hillary Clinton, il losco Adam Schiff, era tutta una farsa dei Democratici. E lui ha dovuto affrontarla. E l’ha affrontata, e non siamo finiti in guerra. Lui ha subito tutto questo, è stato accusato di ogni cosa—ma non c’entrava nulla. Veniva tutto fuori dal bagno di Hunter Biden. Veniva fuori dalla camera da letto di Hunter Biden. Era disgustoso. E poi hanno detto: “Oh, oh, il laptop dell’inferno è stato fabbricato dalla Russia”. I 51 agenti, l’intera faccenda era una truffa, e lui ha dovuto sopportarla. È stato accusato di ogni cosa. Vuole fare un accordo. Non so se può farlo. Il problema è che ti ho messo in condizioni [guarda Zelensky] di fare il tipo tosto. E non credo che saresti un tipo tosto senza gli Stati Uniti. E il tuo popolo è molto coraggioso.

ZELENSKY: Grazie

TRUMP: O fai un accordo, o ce ne andiamo. E se ce ne andiamo, te la vedrai da solo. Ma non hai le carte giuste. Una volta che firmiamo quell’accordo, sarai in una posizione molto migliore. Ma non stai mostrando alcuna gratitudine, e questo non è affatto bello. Ad essere onesto, non è una bella cosa. Va bene, penso che abbiamo visto abbastanza, che ne pensi? Questa sarà grande televisione, questo lo posso dire.


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