Quello dello scorso 29 maggio è stato un incontro un po’ diverso dagli altri organizzati da Lucca@Europa in questi anni.
In primo luogo perché il protagonista è stato un documento dal titolo ambizioso, “Un Codice per una Nuova Europa”, promosso dalla Associazione Nuova Camaldoli e condiviso da 121 studiosi di varie materie e da associazioni cattoliche e laiche.
Paolo Magnolfi e Sebastiano Nerozzi, che hanno partecipato alla redazione del testo, ci hanno illustrato cosa significhi riprendere oggi, in una prospettiva europea, quello stesso metodo di lavoro, riflessione e dialogo che, nel pieno della seconda guerra mondiale, portò alla redazione del “Codice di Camaldoli”, un riferimento politico culturale importante per i lavori della futura Assemblea Costituente.
Poco tempo prima, in un contesto diverso ma con la stessa tensione intellettuale e creativa, era maturato, nelle ristrettezze del confino fascista, il “Manifesto di Ventotene”, fonte nel tempo di costante ispirazione del progetto di unità e integrazione europea.
Allora la sfida era ricostruire su basi nuove l’Italia e l’Europa in macerie, oggi di fronte al cambiamento d’epoca che viviamo, il pericolo è dilapidare un patrimonio di cultura politica e di esperienze comuni cresciute nel corso di decenni, abbandonando un cammino fondato sulla riconciliazione e la pace, la crescita economica e la solidarietà, mentre si diffondono nazionalismi e sovranismi. Non casualmente il “Codice” si apre con queste parole: “L’Europa si trova oggi a un crocevia decisivo nella propria storia. O imbocca la strada di una più convinta e profonda integrazione culturale, sociale, politica, economica, oppure si condanna ad un rapido declino”.
Nei decenni a seguire e fino ai primi anni di questo secolo non è mancato terreno fertile per la politica europea con l’incontro virtuoso tra le iniziative di grandi statisti, di grandi partiti e movimenti politici che guardavano con favore all’orizzonte europeo come fine delle loro strategie. Oggi la politica e i partiti hanno perso visione e slancio ideale insieme al proprio radicamento nella società: prevale la “veduta corta”, mentre l’azione dei governi si caratterizza per un intollerabile immobilismo e per la mal celata intenzione di svuotare dall’interno le istituzioni europee.
La platea, numerosa anche la sera di venerdì 29 maggio, ha visto la partecipazione di varie associazioni, tra le quali il Movimento Federalista Europeo intervenuto con il suo segretario nazionale Roberto Castaldi.
Le domande rivolte ai relatori nella seconda parte dell’incontro sono state puntuali su molti temi che dovrebbero contraddistinguere “la nuova Europa”, come ad esempio la politica estera e di difesa, la sostenibilità ambientale, la politica fiscale, il superamento del voto all’unanimità.
Magnolfi e Nerozzi hanno risposto ripercorrendo i vari punti del “Codice” dove si fa sintesi e si dà conto delle posizioni emerse su questi temi tra i 121 sottoscrittori; hanno ben chiarito il metodo seguito per la elaborazione di un testo che non vuole essere un manuale o un programma, ma un contributo che esprime sia una visione del futuro dell’Europa che un quadro d’insieme di analisi e proposte, utili per la realizzazione di politiche di lungo periodo, da perseguire con realismo e con tenacia.
L’obiettivo, rafforzare il progetto di unità e integrazione europea, facendo leva sulla volontà di alcuni paesi a fare “da apripista nel condividere la sovranità su materie cruciali e strategiche, tenendo aperta la porta ad ulteriori adesioni”.
Per far questo è essenziale che si affermi nei paesi europei una opinione pubblica che abbia consapevolezza della posta in gioco per l’Unione Europea in questo tempo di guerre e di crescita dei nazionalismi, che non dia l’Unione Europea per scontata, l’unità nella pace un dato acquisito per sempre.
Nel 2027 grandi paesi come la Francia, l’Italia, la Spagna e la Polonia andranno al voto per le elezioni presidenziali e politiche. Il loro esito sarà decisivo per le sorti dell’Ue. Far crescere una coscienza politica europea che consenta di fare passi in avanti – anche parziali, come ad esempio il superamento del voto all’unanimità – richiede di mobilitarsi per tempo, di coinvolgere i cittadini e gli elettori che in più occasioni in questi anni hanno mostrato di comprendere quanto sia decisiva l’Europa per il loro benessere e la comune convivenza pacifica. A questo scopo ciascuno è chiamato a contribuire secondo le responsabilità istituzionali, politiche, culturali, economiche, sociali che riveste. Anche le tante realtà associative, a partire dalle città e dai luoghi che le animano, possono avere un ruolo significativo e devono attivarsi per porre al centro la riflessione sull’Europa di domani.
Dunque, fare rete in modo informale, scambiarsi notizie ed esperienze, immaginare iniziative comuni, non temere le differenze e le specificità di ciascuno. Il pluralismo sul piano politico, culturale e anche associativo è una grande risorsa europea.
È quanto cerchiamo di fare dal 2018 con la nostra piccola associazione, aperta all’adesione e al contributo di quanti vogliono fare un tratto di strada insieme.
Lucca, 5 Giugno 2026
Mettiamo a disposizione di tutti gli interessati il video dell’incontro del 20 maggio 2026. Per ragioni tecniche lo abbiamo diviso in due video, Prima Parte e Seconda Parte, di circa 62 minuti ciascuno. Ci scusiamo con voi e con Paolo Magnolfi per alcuni secondi persi del suo intervento collocato a cavallo della interruzione. Ci scusiamo inoltre con voi e con Sebastiano Nerozzi per l’audio inadeguato negli ultimi sei minuti.
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