I risultati delle legislative in Francia al primo turno. Articolo di Le Monde in francese con i risultati dipartimento per dipartimento e una cartina riassuntiva. Si legge bene anche senza traduzione.
I risultati delle legislative in Francia al primo turno. Articolo di Le Monde in inglese, necessario. Raccontare che i tuoi quando sei andato in prima media hanno scelto il francese sa di cose di altri tempi, ricordo per pochi.
I collegi dove gli elettori hanno eletto al primo turno il deputato del loro territorio. Settantasei collegi in cui uno dei candidati ha superato il cinquanta per cento dei voti espressi. Per il Rassemblément National alcuni storici collegi del midi, certo, la gironde e poi quei collegi del nord. Il nord secondo i francesi. Quello grigio e industrializzato, operaio e piovoso, quello che votava i rossi. Poi le fabbriche hanno chiuso una ad una, disoccupazione alle stelle, quella classe operaia si è frantumata, si è arrabbiata, è scomparsa. Il nord per i francesi non è mai stato quello più ricco e meno che mai quello dei ricchi. La bella vita è nel midi, la pioggia, le fabbriche e le miniere nel nord. La crisi e le delocalizzazioni hanno lasciato al nord il cielo grigio e hanno portato il Rassemblément National. The rust belt states. Remember you?
Dopo la fine della guerra fredda, a cavallo del secolo, la globalizzazione è stato lo strumento con cui chiamare nell’area dello sviluppo economico e, si diceva con ottimismo, dello stato di diritto, milioni di uomini e donne, puntando sulla capacità di leadership economica e politica degli Stati Uniti e dell’Europa. Ma, prima la profonda crisi americana, la vertigine di onnipotenza e poi furore che l’ha sconvolta e ancora la percorre e trasforma, e poi una ininterrotta crisi economica e sociale, sembrano aver mutato in profondità l’area euro atlantica e il mondo. Le sinistre riformiste hanno offerto ragioni e sentimenti nella fase espansiva delle democrazie europee. Libertà, innovazione e solidarietà sociale nel walfare state, dicevano le sinistre democratiche nella fase espansiva. Odio i cambiamenti, fermate le innovazioni, dividete, distanziate e proteggete le mie paure e la mia rabbia, dicono le destre nella lunga crisi irrisolta.
Lucca@Europa nel suo manifesto 2024 dice “… L’esito delle elezioni europee del prossimo anno dipende dalle forze politiche europeiste di ciascun paese, se sapranno tener testa a quelle nazionaliste e populiste raccogliendo il consenso nelle loro società […]”. Pensavamo a quanto accaduto in Italia, laboratorio politico per l’ascesa al governo delle destre estreme. pensavamo alla capacità di reazione della Polonia. Ora siamo di fronte alla crisi francese, nuova tessera del puzzle attraverso il quale la destra nazionalista avanza alla conquistare delle istituzioni europee. Nel parlamento europeo i due gruppi dell’estrema destra messi insieme non fanno il gruppo socialista e democratico, ma la narrazione è che loro rappresentano la gente, il popolo. La destra nazionalista francese ha il piglio di chi ha come obiettivo “la Cinquième République” (non solo il governo) e per arrivarci ha dovuto innanzitutto distruggere la destra gollista che quella République aveva costruito. I nazionalisti italiani hanno ricevuto in graziosa eredità un’area liberal-conservatrice debole e succube, riserva di voti dopo i lustri berlusconiani, tanto da stupirsi irritati che i popolari europei li guardino con sospetto e non li ritengano adeguati. Nell’epoca della menzogna normalizzata, legittima e che quindi non scandalizza più, nasce un gruppo nel parlamento europeo per iniziativa del filo – russo Orban con il motto “Make Europa great again”. I famosi “fatti alternativi” ai fatti, della portavoce trumpiana Kellyanne Conway, sono ormai superati dalla identità alternativa alla nostra identità: noi vogliamo meno Europa e quindi siamo quelli che la vogliono farla grande.
https://pagellapolitica.it/articoli/nuova-composizione-parlamento-europeo-elezioni-europee-2024
Torno sull’esito delle Elezioni europee. Questa pagina di Pagella politica riassume a trattative politiche in corso.
SI, e poi votano anche in quel posto laggiù. Votano di giovedi, perchè il giovedi era il giorno delle fiere nelle città inglesi, il venerdi era quello del salario, il sabato quello del pub e la domenica andava al Signore. La rabbia mi è passata, l’Europa ha dimostrato a sè stessa e al mondo che in democrazia esistono le scelte consensuali e reversibili, ma se dovessi cancellare una cosa sola, cancellerei la Brexit: in fondo C.M. Cipolla aveva esposto le leggi della stupidità umana già in un libriccino del 1988, bastavano pochi minuti di lettura.
https://www.ilpost.it/2024/07/04/guida-elezioni-parlamentari-regno-unito/?homepagePosition=1
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