Un nuovo ordine mondiale o “a business transaction”?
Seconda Parte
Un nuovo ordine mondiale o “a business transaction”?
Immagino questa scena: Putin che punta una pistola alla tempia di Zelenskyi e dall’altra parte Trump che gli consegna la penna per firmare la “vendita” delle terre rare ucraine e la partizione del suo territorio
“business is business, Katyn, make america great again”.
Ho atteso qualche giorno. Questo è Il Mattinale Europeo a cui consiglio di iscriversi.
Buongiorno! Sono Christian Spillmann
e, insieme a David Carretta,
vi presentiamo Il Mattinale Europeo.
Gli europei terrorizzati di fronte a Trump
Donald Trump vuole la partizione dell’Ucraina, spartirsi le spoglie con Vladimir Putin e dividere l’Europa per distruggere l’Unione Europea. Bisogna fermarlo. Gli europei possono contribuire al suo fallimento. Devono farlo. Ma non vogliono farlo. I loro leader sono divisi, spaventati, indeboliti dalle loro dispute politiche. Molti vogliono ancora vedere gli Stati Uniti come un alleato o almeno come un partner. Cercano il compromesso, i piccoli accordi. Senza capire che Donald Trump, come Vladimir Putin e Xi Jinping, vuole spezzare la loro Unione perché la teme.
Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. L’ultima conferenza stampa del presidente americano è stata una valanga di menzogne, disinformazione e controsensi. Perché il presidente americano è un bugiardo, come lo è il presidente russo Vladimir Putin. L’ex commissario europeo Thierry Breton lo ha detto forte e chiaro. Donald Trump ha accusato l’Ucraina di aver iniziato la guerra, ha tentato di far passare la Russia per una vittima, ha giustificato una partizione dell’Ucraina “perché i russi hanno subito gravi perdite per conquistare i territori presi”. Trump ha invocato elezioni in Ucraina, perché il presidente Zelensky “è sostenuto solo dal 4 per cento della popolazione” e ha chiesto un risarcimento per l’aiuto fornito dagli Stati Uniti.
Nessuno dei leader dell’UE ha denunciato queste menzogne e messo in discussione la credibilità di Donald Trump. Sono troppo occupati a curare le ferite subite dagli ego degli esclusi dal mini-vertice organizzato lunedì a Parigi da Emmanuel Macron per sondare i paesi in grado di garantire militarmente un accordo di pace. Il presidente ucraino ha risposto a Trump con i numeri e i fatti. Un lungo messaggio pubblicato ieri su X, la rete il cui proprietario, il multimiliardario Elon Musk, è diventato l’uomo ombra del presidente americano.
“Gli Stati Uniti hanno fornito all’Ucraina 67 miliardi di dollari di aiuti militari e 31 miliardi di dollari di sostegno finanziario (l’aiuto militare europeo ammonta a 62 miliardi di euro e l’aiuto finanziario a 70 miliardi di euro). La richiesta di 500 miliardi di dollari di Trump sui combustibili fossili non è una discussione seria. Un sondaggio pubblicato (ieri) ha mostrato che il 57 per cento delle persone si fida di me. Quindi, se qualcuno pensa di sostituirmi ora, non accadrà. Per quanto riguarda l’affermazione del 4 per cento, abbiamo visto questa disinformazione e comprendiamo che proviene dalla Russia”. Volodymyr Zelensky ha poi accusato Trump di aver “aiutato Putin a uscire dal suo isolamento di diversi anni attraverso negoziati in Arabia Saudita e di presentare la Russia come una vittima, il che è una novità”.
Cosa vuole Donald Trump? Il presidente americano vuole negoziare direttamente con Putin un “accordo di pace” che permetta alla Russia di conservare i territori annessi e agli Stati Uniti di rivendicare minerali e terre rare. Gli ucraini saranno sotto pressione per accettare. Zelensky rifiuterà. Gli europei saranno invitati a prendere posizione. Per piegarli, Donald Trump minaccia di ritirare le truppe americane dall’Europa.
L’Unione Europea è di fronte a una minaccia esistenziale. L’ex primo ministro italiano Mario Draghi lo ha ricordato mercoledì durante uno sfogo contro l’inazione delle istituzioni europee e dei leader degli Stati membri. L’Unione si è forgiata e rafforzata nelle crisi. Ha delle risorse. “Il peso strategico, economico e politico combinato dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri permette di mobilitare una buona parte del mondo che la pensa come noi, ma che non ha i mezzi per agire in modo decisivo nelle crisi”, sottolinea l’ex primo ministro italiano, Enrico Letta, in un articolo firmato da tutti i leader della Fondazione Nostra Europa, il centro di riflessione fondato dall’ex presidente della Commissione, Jacques Delors.
“L’Europa ha bisogno di alleati, cioè di paesi con cui condivide alcuni interessi senza essere d’accordo su tutto”, insiste l’ex ambasciatore francese negli Stati Uniti Gérard Araud. Donald Trump si è alienato il Canada, una buona parte dell’America Latina, parte dei paesi asiatici che si rendono conto di non poter più contare sul sostegno degli Stati Uniti finché lui sarà presidente e diversi paesi europei non membri dell’Ue. L’Unione Europea deve entrare in resistenza e federare la resistenza. Ha un arsenale per rispondere ai dazi imposti da Donald Trump e può colpire con il suo strumento anti-coercizione, come abbiamo già spiegato sul Mattinale Europeo.
Allo stesso tempo, l’Ue deve continuare ad aiutare l’Ucraina militarmente e finanziariamente, e rimanere impegnata nell’indebolimento dello sforzo bellico di Vladimir Putin. Zelensky conta sugli europei. “Ho avviato discussioni con i leader europei e credo che saranno disposti a finanziare le forze armate ucraine se gli Stati Uniti non lo faranno”. I fatti gli danno ragione: un pacchetto di aiuti militari di 6 miliardi di euro è in via di finalizzazione e il sedicesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia è stato adottato. Gli europei prendono di mira le importazioni di alluminio russo e colpiscono la “flotta fantasma” di petroliere.
Gli europei possono fare di più. Ogni anno, spendono 50 miliardi di euro per acquisti di armamenti negli Stati Uniti nell’ambito della Nato. Potrebbero rompere questa forma di dipendenza e acquistare altrove. Hanno già iniziato. E l’idea di comprare europeo aumentando la produzione europea non fa più tanto scalpore dopo l’annuncio del disimpegno americano dalla Nato. La guerra scatenata da Putin in Ucraina ha rafforzato la Nato, il disprezzo di Trump per gli europei ha rafforzato l’Unione Europea. “Gli europei devono mostrare flessibilità al di fuori delle strutture formali, con la possibilità di costruire coalizioni di volenterosi”, sostiene l’analista tedesco Ulrich Speck. Il Regno Unito e la Turchia, due membri della Nato, vogliono continuare a sostenere l’Ucraina. Sono stati creati modelli di strutture flessibili, come la Comunità Politica Europea e il gruppo di Ramstein per il sostegno militare.
Gli europei devono mostrarsi creativi anche nei finanziamenti – debito nazionale, prestito europeo, Meccanismo Europeo di Stabilità, confisca dei 200 miliardi di beni sovrani russi – per aumentare gli aiuti all’Ucraina, incrementare le loro spese militari e comunitarizzare i loro acquisti in tutto il mondo, come hanno fatto su iniziativa della Repubblica Ceca per le munizioni di artiglieria. Devono anche risolvere il caso degli Stati membri che non vogliono seguire il movimento o ostacolarlo, avvertono i leader di Nostra Europa nel loro articolo.
Ma per il momento, l’Ue sembra un’anatra senza testa. I suoi leader europei e nazionali sono incapaci di mettersi d’accordo ed esibiscono le loro divergenze in pubblico. Non emerge alcuna leadership, perché la maggior parte di loro non concepisce un mondo senza l’America e sono disposti a tutte le concessioni per conciliarsi con Trump. Il presidente del Consiglio Europeo, il portoghese Antonio Costa, consulta ma non riesce a convocare un vertice straordinario, perché la riunione non darebbe alcun risultato.
“Abbiamo ora un’opportunità storica per risolvere la ‘questione europea’ affinché l’Europa non abbia mai più molta influenza e potere e non sia mai più così unita”, affermavano ieri i propagandisti russi. Mario Draghi ha predetto una lunga agonia per questa Unione indebolita e la sua morte diventa ora oggetto di dibattito per i centri di riflessione, i think tank. “L’Ucraina è una questione esistenziale per la sicurezza europea”, ha detto ieri Antonio Costa. Se è come dice il presidente del Consiglio europeo, o Trump vince e l’Europa muore, o Trump perde e l’Europa esiste. O l’uno o l’altro.
La frase
“Purtroppo il presidente Trump vive nello spazio della disinformazione”.
Volodymyr Zelensky.
“Dittatore senza elezione, Zelensky farebbe bene a reagire rapidamente altrimenti non avrà più un paese”.
Donald Trump.
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