Scuola della Pace Lucca. Programma.
Le iniziative in elenco sono state promosse in occasione del Giorno della Memoria dalla Provincia di Lucca e dalla Scuola per la Pace con la collaborazione dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in provincia di Lucca.
Per informazioni e per prenotazioni: Scuola per la Pace della Provincia di Lucca
tel. 0583 417481 – email scuolapace@provincia.lucca.it
Mostra “I Giusti tra le Nazioni”
Dal 24 gennaio al 26 febbraio
Sala Accademia I – Palazzo Ducale, Lucca
(orari apertura mostra: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, aperture straordinarie sabato 25 e domenica 26 gennaio dalle 15.00 alle 18.00).
Mostra itinerante curata dall’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme e presentata dall’Associazione Figli della Shoah.
Nel 1963, l’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme diede avvio a un progetto internazionale per assegnare il titolo onorifico di “Giusto tra le Nazioni” alle persone di identità non ebraica che, disinteressatamente e a rischio della propria vita e di quella dei loro familiari, salvarono gli ebrei durante la Shoah. Da allora il concetto di “Giusto” che risale al Talmud, testo fondamentale della religione ebraica, è diventato un simbolo universale.
Questo progetto espositivo, grazie ai documenti tratti dagli archivi dell’Istituto Yad Vashem, desidera rendere omaggio a coloro che si prodigarono attivamente per prestare assistenza agli ebrei e per salvare loro la vita. La mostra è dedicata a loro.
L’esposizione sarà integrata e arricchita da alcuni pannelli di approfondimento delle storie dei Giusti tra le nazioni in provincia di Lucca.
Il Giusto nel pensiero ebraico
Incontro in occasione dell’apertura della mostra “I Giusti tra le nazioni”
Interviene Gadi Polacco, Comunità Ebraica di Pisa e Lucca; saluti di Paolo Molco, Comunità Ebraica di Pisa e Lucca.
L’incontro aprirà la mostra sul tema dei Giusti tra le nazioni con un approfondimento su questa tematica.
24 gennaio ore 10.00
Sala del Trono, Palazzo Ducale – Lucca
L’incontro è rivolto alle scuole secondarie di Secondo Grado
(prenotazione obbligatoria)
Fratel Arturo Paoli Giusto tra le Nazioni,
un’esperienza di pace e giustizia per tutti i tempi
24 gennaio ore 17.00
Sala del Trono, Palazzo Ducale – Lucca
Intervengono Emmanuel Pesi, ISREC Lucca “Cosa vuol dire essere Giusti? Le scelte degli Oblati e altre storie contemporanee”; Antonio Ronco, MCE Lucca “Fratel Arturo Paoli e la giustizia sociale”
Collaborazione con Associazione Amici di Fratel Arturo Paoli e con il Fondo Documentazione Arturo Paoli
La persecuzione dei rom e dei sinti nell’Italia fascista
18 gennaio ore 16.00
Palazzo delle Esposizioni – Auditorium Fondazione Banca del Monte di Lucca, Piazza San Martino, Lucca
Incontro con Paola Trevisan, autrice del libro “La persecuzione dei rom e dei sinti nell’Italia fascista, Storia, etnografia e memorie”
Quale fu l’atteggiamento del fascismo verso coloro che definiva “zingari”? Come si articolò la persecuzione dei rom e dei sinti e come mai la sua memoria non ha trovato spazio nell’Italia repubblicana?
Raramente, nel dopoguerra, le memorie delle persecuzioni subite sono uscite dallo stretto ambito delle famiglie rom e sinti e il loro mancato riconoscimento come vittime del regime fascista ha contribuito a rendere possibile la negazione dei diritti di cittadinanza a coloro che oggi vivono in Italia.
Proiezione del film “One life” (2023) di James Hawes,
con Anthony Hopkins, Helena Bonham Carter, Romola Garai
30 gennaio ore 10.00
Palazzo delle Esposizioni – Auditorium Fondazione Banca del Monte di Lucca, Piazza San Martino, Lucca
One Life, il film diretto da James Hawes, è la vera storia di Nicholas Winton (Anthony Hopkins), un agente di borsa britannico figlio di genitori ebrei tedeschi. Negli anni Trenta, l’uomo salvò centinaia di bambini dallo sterminio nazista.
Siamo in Cecoslovacchia alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, Winton ha 29 anni e crea un piano di salvataggio, noto come Operazione Kindertransport (tradotto letteralmente come “trasporto di bambini”), che prevede il trasporto di centinaia di bambini tra cui molti ebrei, fuori dal paese prima dell’inizio del conflitto.
Grazie a questa operazione, i piccoli furono nascosti e si salvarono dai campi di concentramento. Nicholas Winton, volle reagire a l’apatia e all’indifferenza del Governo e riuscì a far scappare un totale di 669 bambini prima che la missione venisse interrotta a causa della chiusura dei confini.
Il suo impegno fu riconosciuto pubblicamente solo negli anni Ottanta, quando ebbe l’occasione di incontrare nuovamente gran parte degli allora bambini a cui salvò la vita.
La proiezione è rivolta alle scuole secondarie di Secondo Grado
(prenotazione obbligatoria)
I Triangoli Rosa: la persecuzione degli omosessuali nella Germania nazista
31 gennaio ore 10.00 (per le scuole superiori)
31 gennaio ore 17.00 (per la cittadinanza)
Sala del Trono, Palazzo Ducale – Lucca
Incontro con Francesca Cavarocchi, Docente di Storia Contemporanea all’Università di Firenze
L’incontro approfondirà il tema della persecuzione degli omosessuali nella Germania nazista
Gli Internati Militari Italiani. Tra prigionia e Resistenza
3 febbraio ore 10.00 (per le scuole superiori)
3 febbraio, ore 17.00 (per la cittadinanza)
Sala del Trono, Palazzo Ducale – Lucca
Incontro con Filippo Masina, assegnista di ricerca all’Università di Siena, co-autore del libro “Una straziante incertezza, Internati militari italiani fra guerra, morte e riconoscimenti da parte della Repubblica”.
Internati Militari Italiani (IMI): furono così chiamati i militari catturati dopo l’8 settembre in Italia e negli altri fronti di guerra dove, fino a quel momento, avevano dovuto combattere a fianco dei tedeschi. Posti davanti alla scelta immediata di combattere nella Wehrmacht o con le SS, rifiutarono e furono, in condizioni disumane, deportati in Germania. Dopo la costituzione della Repubblica Sociale Italiana, per lunghi mesi, in più di 600.000, si rifiutarono di aderire al rinato fascismo, con motivazioni diverse (tra cui la fedeltà al proprio re e il sentimento antitedesco) ma certo riconducibili a una volontà di “resistenza senz’armi”. Considerati “traditori” il loro “status” di prigionieri di guerra fu mutato in quello di “internati” per poterli sfruttare, come braccia, nell’apparato industriale e bellico del Reich. Lo status di IMI non godeva infatti della Convenzione di Ginevra che proteggeva i prigionieri di guerra, e neppure della tutela della Croce Rossa Internazionale e delle altre organizzazioni umanitarie. Nei campi di concentramento, oltre al massacrante lavoro “coatto” alla fame e al freddo, gli IMI furono sottoposti a sevizie e umiliazioni di ogni tipo. Continuarono tuttavia ad opporsi alla collaborazione con i nazifascisti. In 50mila morirono nei campi, molti altri al ritorno in patria, per malattie contratte durante prigionia.
Per lungo tempo dimenticata, la storia degli IMI da anni è ormai tornata al centro del dibattito; una pagina importante (fu definito il “primo referendum contro i nazifascisti) che trova posto a pieno titolo nella storia della nostra Resistenza.
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