Le democrazie hanno un pilastro che è anche la loro unica forma di difesa, la Costituzione.
Le democrazie hanno un pilastro che è anche la loro unica forma di difesa, la Costituzione.
La libertà, di pensiero e azione, di ogni persona, ha nella Costituzione le sue ragioni e i suoi limiti. La sovranità che appartiene al popolo viene esercitata “nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
Libertà delle persone e rispetto di tutte le minoranze ( cioè di tutti coloro che non sono la attuale maggioranza del popolo ), sovranità democratica ed eguaglianza, vengono fissati dalla Costituzione. Nella loro concretezza.
La Costituzione è la casa entro la quale si esercita la democrazia, senza la quale “democrazia” è una parola vuota, grazie alla quale libertà, sovranità ed eguaglianza si realizzano nella vita di una comunità mantenendo saldo e sicuro il regime democratico stesso.
Per questo la Festa della Repubblica è la Festa della Costituzione.
Per questo festeggiare la Repubblica con in corso procedimenti di profonda modifica della Costituzione è legittimo, ma se questo avviene troppo spesso ed in continuità allora si conferma quella inquietante preoccupazione, più volte espressa, che in Italia vi siano forze potenti che hanno come obiettivo prioritario alterare la Costituzione, la casa entro la quale la democrazia è protetta e si esercita.
Nel 2000 e 2001 abbiamo festeggiato la Repubblica con in corso un procedimento di revisione costituzionale cosiddetto “del titolo V°”, che modificava il quadro delle autonomie istituzionali e i rapporti tra Stato e Regioni, modifica che ad oggi tutti ritengono pessima ed inadeguata, peggiorativa dei livelli di equilibrio e funzionalità precedentemente presenti nel testo costituzionale.
Nel 2004, 2005 e2006 abbiamo festeggiato la Repubblica con in corso una procedura di modifica massiccia della Carta, fino ad oggi ritenuta la più scardinante e pericolosa per l’asseto costituzionale italiano. Approvata dalla maggioranza parlamentare sarà bocciata dal referendum costituzionale.
Nel 2014, 2015, 2016 abbiamo festeggiato la Repubblica seguendo iter e dibattito di una procedura di modifica costituzionale più circoscritta, rivolta soprattutto ad abolire bicameralismo perfetto e a diminuire il numero dei parlamentari. Approvata dalla maggioranza e bocciata dal referendum conseguente.
Nel 2019 e 2020 abbiamo festeggiato la Repubblica con in corso la procedura di modifica costituzionale tesa a ridurre il numero dei parlamentari. Approvata dalla maggioranza e dal referendum costituzionale successivo. L’analisi delle conseguenze è ancora in corso, ma per molti osservatori è evidente il peggioramento della vita parlamentare e del rapporto tra eletti ed elettori.
Il 2024 è l’anno di avvio di una articolata e vasta strategia di alterazione costituzionale composta da legge sul “premierato”, “autonomia differenziata” e nuove “norme di autogoverno della magistratura”. Diversi e da mantenere distinti, i livelli di pericolosa alterazione degli equilibri istituzionali della Repubblica che queste proposte di modifica costituzionale introducono. Indubbio il quadro complessivo determinato soprattutto dalla legge sul “premieriato rafforzato” priva delle necessarie forme di riequilibrio dei poteri e di quella riforma elettorale che la deve precedere e non seguire, e dalla “autonomia differenziata” che è solo l’ultimo assalto all’Italia da parte di forze secessioniste ora truccate e camuffate.
Da notare che i soggetti politici che hanno studiato questa strategia di modifica costituzionale sono gli stessi del pesante disegno cominciato nel 2003 ma poi bocciato nel 2006.
Le democrazie sono regimi che sanno cos’è la fragilità, proprio perché fondate su libertà e rispetto delle minoranze: le democrazie hanno bisogno della protezione costituzionale e popolare, senza l’una o senza l’altra, le democrazie vengono travolte. Mi auguro che gli italiani si preparino consapevolmente a farlo.
Lucca, 02 Giugno 2024
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