Sintesi dell’incontro di Lunedì 08 Luglio presso il Centro Parrocchiale di Sant’Anna.
In una bella sera d’estate, ci siamo incontrati e abbiamo scambiato idee e proposte. Materiale di riflessione per tutti .
A un mese dall’elezioni europee e dopo quelle inglesi e francesi, abbiamo avvertito la necessità di scambiarci i nostri pensieri, le nostre riflessioni su questi avvenimenti che segneranno il futuro della politica europea e dell’Unione Europea. “Non dare niente per scontato prima di, eventualmente, ripartire”. All’invito hanno risposto in undici; altri quattro ci hanno fatto sapere che avrebbero partecipato volentieri ma avevano impegni per la sera.
È scaturita una discussione approfondita, ricca di argomentazioni che, in modo inevitabilmente parziale, sintetizziamo nei seguenti punti:
- Elementi di preoccupazione
Innanzitutto l’astensionismo dal voto nelle elezioni europee; un fenomeno non nuovo di lungo periodo che segnala tuttavia le difficoltà che incontra la partecipazione democratica; indice evidentemente di un disagio, della crisi di rappresentanza di vasti settori della popolazione, del un mancato riconoscimento del proprio ruolo nella società. Poi la paura, carattere distintivo di questo tempo, che attraversa il vecchio continente. Paure e richiesta di protezione che la destra alimenta e da cui trae profitto. L’avanzata della destra non è finita, non si fermerà fino a quando la società europea sarà pervasa ancora dalla paura.
I tratti distintivi della società europea sembrano in crisi (sistema democratico, welfare, il lavoro), mentre la rivoluzione digitale in corso non è priva di pericoli. Perfino il diritto alla casa non è garantito per le nuove povertà.
L’occidente mostra le sue crisi: dobbiamo fare i conti con il resto del mondo, in primo luogo la profonda crisi americana, dalle conseguenze ancora tutte da capire e di fronte alla quale ci auguriamo che le istituzioni europee siano all’altezza.
Ribaltare il rapporto tra finanza ed economia, in modo che quest’ultima ritrovi centralità. In questo dovrebbe impegnarsi la governance europea.
Le sfide vanno raccolte: il proliferare di normative incomprensibili, l’eccesso di burocrazia, scarsa attenzione al principio di sussidiarietà, tutto ciò alimenta distacco dei cittadini dall’Europa. E siamo certi che vi sia desiderio di cambiare stile di vita nonostante un modo di produrre non sostenibile e i cambiamenti climatici sempre più gravi? Scelte importanti non sono comunque rinviabili “volenti o nolenti”.
B. Elementi di speranza
Nonostante la crescita dei consensi della destra, le famiglie politiche popolari, socialiste, liberali e verdi mantengono la maggioranza nel parlamento europeo, anche se essa è politicamente molto più fragile per il consenso ai partiti di destra in Italia, Francia, Germania. L’esito delle elezioni parlamentari in Francia e in Inghilterra sono ulteriori passaggi positivi. In particolare in Francia è stata colta dagli elettori la radicalità della sfida: i francesi sono andati a votare in gran numero invertendo in questo caso la tendenza generalizzata all’astensionismo.
Certo non sappiamo cosa accadrà nella UE nell’equilibrio tra Parlamento, Commissione e Consiglio. Se saranno capaci di attivare realistiche procedure diplomatiche nella ricerca della pace. In particolare sarà molto importante il confronto che si aprirà nel Parlamento europeo sui vari problemi. La destra ha detto chiaro che non accetterà cessioni di sovranità, misure che riguardano il cambiamento climatico, una fiscalità comune. Un percorso in salita, come tante volte in passato, per chi si batte per una maggiore integrazione, maggiore democrazia e solidarietà nell’Unione. Attenzione, ad avere un atteggiamento positivo: non basta essere “anti” bisogna anche essere “per”, ovvero ricercare soluzioni possibili ai problemi.
C. Bilancio delle attività svolte
Valutazione positiva dell’esperienza svolta, che dovrà proseguire. Se ne avverte la necessità per dare maggior respiro al confronto politico, orientandolo da un punto di vista europeo. È la ragione che ci ha messi insieme come uno spazio aperto a tutti coloro che si riconoscono nei principi e nei valori fondanti dell’Unione Europea.
D. Possibili attività
Occorre porre l’attenzione non solo agli incontri con i relatori ma anche agli incontri nel territorio. Quelli al Carmine, a Sant’Anna, a San Vito, a Viareggio sono stati di grande interesse e incoraggianti.
Benché sia difficile occorre ricercare il contatto coi giovani come avvenuto nell’incontro di Viareggio. Costruire riflessione politica in ottica europea lontano da elezioni imminenti è una occasione importante.
Il rapporto con gli eletti al Parlamento Europeo deve essere perseguito con metodo, così da approfondire tematiche che riteniamo prioritarie e da coinvolgerli in proposte e iniziative che riteniamo di valenza europea. Ad esempio, perché non concedere il permesso di soggiorno ai tanti lavoratori invisibili in agricoltura?
Proseguire nella collaborazione con altre realtà associative su temi europei. Abbiamo verificato che dalle collaborazioni (Meic, Circolo Fratelli Rosselli, Caritas) nascono reciproche opportunità, come avvenuto ad esempio dopo l’incontro con il Prof. Hösle che ha suscitato la richiesta di un successivo incontro coi giovani a Viareggio.
I punti sui quali intervenire devono essere ben focalizzati, senza timori. Parlare dunque dell’Europa che c’è per affrontare anche le cose che non vanno. La priorità della scadenza elettorale europea ci ha chiesto molte energie ed attenzione che potremo dedicare – come abbiamo fatto anche negli anni precedenti – ai fatti gravissimi che accadono vicino a noi: la guerra in Ucraina, l’eccidio e il rapimento di israeliani da parte di Hamas, i massacri di civili a Gaza, la ricerca di vie della pace al tempo della guerra.
Come capire meglio l’Europa: può essere utile vederla dal punto di vista di coloro che vivono ai suoi confini, ascoltare il racconto di chi vive tra noi e viene da quei confini. Approfondire l’Europa che c’è nel nostro territorio, economia, progetti, aspetti positivi e negativi, ma una Europa concreta e importante.
Allo stesso modo sono utili le testimonianze dei molti italiani che fanno esperienze europee nel lavoro, nello studio.
Lucca, 10 luglio 2024
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