Sintesi dell’incontro di mercoledì 26 marzo 2025,
La Pecora Nera – Lucca Centro Storico
Dopo la bella e importante esperienza “Tante Piazze. Una Piazza per l’Europa” dello scorso 15 Marzo a Roma, abbiamo sentito l’esigenza di incontrarsi e valutarne il significato, nella prospettiva di proseguire il nostro impegno per affermare i valori e i principi fondativi dell’Unione Europea. Siamo convinti che quei valori siano minacciati dall’interno e dall’esterno dell’Europa con la diffusione dei nazionalismi, di regimi autoritari aggressivi e di pericolose tensioni internazionali.
Mercoledì 26 ci siamo ritrovati in diciotto alla “Pecora nera” per scambiare le nostre opinioni.
Di seguito sintetizziamo in modo inevitabilmente parziale i punti salienti emersi da una discussione veramente ricca e argomentata.
A) Piazza del Popolo, 15 marzo
Innanzitutto la soddisfazione, espressa da tutti i presenti, di aver vissuto quel giorno una significativa esperienza personale: era importante esserci perché oggi è prioritario riaffermare il progetto europeo di integrazione e unità rappresentato dall’Unione Europea. Un progetto ancora da completare ma che rappresenta una realtà storica di dimensione sovranazionale, che ha garantito per settanta anni pace tra gli stati e crescita economica e democratica ai cittadini. Di fronte agli sconvolgimenti di politica internazionale delle ultime settimane, Michele Serra con il suo appello ha saputo trovare le parole giuste per raccogliere e dare espressione a un sentimento diffuso di “civismo europeo” che in Piazza del Popolo ha mostrato la sua energia e maturità. Da questo punto di vista è stata una manifestazione non partitica ma politica nel senso più alto del termine.
Circa la gestione del palco, è stato osservato che ripetuti sono stati i richiami al “Manifesto di Ventotene” e agli “Stati Uniti d’Europa”, quali riferimenti e ispirazione fondamentali dell’europeismo. Forse sarebbe stato necessario con Spinelli, Rossi e Colorni ricordare anche Monnet, Schumann, Adenauer, De Gasperi che con lungimiranza, tenacia e pazienza hanno posto le basi politiche e giuridiche dell’Unione Europea.
B) Fare rete
Questo “civismo europeo” di persone e associazioni dovrebbe costituire una vasta e diffusa “rete” che colleghi tra di loro le varie esperienze e sviluppi relazioni con quanti, in modi e forme diverse, promuovono nella società i valori e i principi di democrazia europea e perseguono l’obiettivo dell’integrazione e dell’unità europea. È stata citata a riguardo l’esperienza della “Rosa Bianca” con la quale potrebbero condividersi percorsi comuni. Inoltre – è stato osservato – l’esperienza romana dovrebbe essere riproposta nelle altre capitali ed anche in altre città del vecchio continente, le quali con la loro storia rappresentano i legami più profondi che legano i paesi europei. In tal senso la presenza alla
manifestazione del 15 marzo del sindaco di Barcellona è stato un primo significativo passo.
C) Fine di un’epoca
Di fronte alle politiche di Trump e Putin ed ai repentini mutamenti in corso, che segnano la fine di un’epoca e l’inizio di un tempo imprevedibile nei suoi sviluppi (ciò che pensavamo che non potesse accadere è accaduto), occorre consolidare ed approfondire l’integrazione e l’unità europea secondo le modalità che già il Trattato di Lisbona consente attraverso le cooperazioni rafforzate, come peraltro già avvenuto con l’istituzione dell’Euro. Oltre al Mercato Comune, alla Moneta Unica, alla straordinaria capacità dell’Europa di saper gestire la pandemia Covid, occorre attrezzarsi e procedere verso una politica estera e una difesa comuni che abbiano il solo e unico scopo di difendere i valori e le istituzioni europee e promuovere la pace. Per affrontare la nuova sfida non mancano le forze e le capacità per farlo, sul piano della cultura politica, della capacità economica e delle conoscenze scientifiche e tecnologiche necessarie. Non è possibile in questo contesto affidarci ad esempio solo al sistema satellitare di Musk. Così come è necessario, al tempo dell’intelligenza artificiale, avere piattaforme europee per non soccombere in questo campo al predominio americano e cinese.
D) Europa, Democrazia, Costituzione
L’attacco all’Unione Europea di Putin e Trump è prima di tutto un attacco al diritto internazionale, da tempo palesemente violato in Ucraina (senza dimenticare da questo punto di vista, la violazione dello stesso in Palestina).
È un attacco a tutte quelle regole condivise che dopo il 1945 hanno portato stabilità nelle relazioni internazionali.
In questo contesto, l’Unione Europea, per la sua storia, rappresenta non solo la nostra speranza ma anche il baluardo insostituibile per la tutela e il reintegro del ruolo primario del diritto internazionale nel mondo.
In particolare, l’attacco all’Unione Europea che in questi ultimi mesi proviene da Trump e Putin, è l’attacco ad una visione della democrazia fondata sullo stato di diritto, sulle istituzioni parlamentari, sulla solidarietà sociale che si realizza nel welfare state, sul rispetto del diritto e delle organizzazioni internazionali, sulla limitazione di sovranità in condizione di reciprocità, come recita la Costituzione. Tutto si tiene: Europa, Democrazia, Costituzione.
Né si deve dimenticare che sovranisti e nazionalisti, che sono una consistente minoranza del parlamento europeo e maggioranza di governo in alcuni paesi europei, mirano ad anestetizzare l’Unione Europea, a svuotarla di significato e a far prevalere il paralizzante approccio intergovernativo. E perfino a violarne le norme come nel caso dell’Ungheria e non solo.
E) Uniti per l’Unione Europea
Intorno all’Europa, al progetto di integrazione europea, occorre la più grande unità, come ha mostrato la piazza di Roma. Una “Piazza” che ha ascoltato con
attenzione e rispetto tutti i contributi che l’hanno animata, che pensava innanzitutto a ciò che univa tutte quelle migliaia di persone, piuttosto che alle differenze. “Non bisogna spaccare il capello in quattro” ma ritrovarsi sull’essenziale come richiedono tempi così difficili e preoccupanti come quelli che stiamo vivendo. L’essenziale è non far mancare il sostegno all’Europa e, parimenti, affermare i diritti umani e civili dove sono violati e quindi esserci per dire basta anche ai massacri di civili che continuano a Gaza.
F) 9 Maggio, giornata dell’Europa
Che fare, come proseguire quella “piazza” nella nostra città? Se non vi fossero altre proposte a livello nazionale alle quali aderire, tutti i presenti hanno convenuto sulla opportunità di promuovere una iniziativa a Lucca in occasione del prossimo 9 maggio, “Giornata dell’Europa”, cercando di rivolgersi ai cittadini con le stesse modalità con cui è stata promossa e organizzata l’adesione alla manifestazione del 15 marzo, con l’obiettivo di avere anche questa volta la partecipazione più larga possibile.
Lucca, 27 marzo 2025

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