La mia lettura di
Arturo Marzano “Questa terra è nostra da sempre”
La data di questa prima introduzione alla lettura del libro di Artuto Marzano è del novembre 2024.
Ho letto con attenzione e gratitudine il libro di Antonio Marzano “Questa terra è nostra da sempre” e vorrei far seguire alla lettura una lavoro di analisi che il testo merita ed un lavoro di elaborazione che l’argomento esige.
Ma la gravità e la drammaticità urgente di ciò di cui tratto mi impone una premessa.
In Palestina, dal fiume al mare, sono state massacrate migliaia di persone. Prima nell’azione con intenti genocidiari di Hamas il 7 ottobre e poi nella guerra di distruzione, terrore e cancellazione della presenza del popolo palestinese studiata e realizzata dal governo israeliano. In questo momento vengono ferite, uccise ogni giorno altre persone, a migliaia e migliaia vivono da mesi nelle tende o tra le macerie e sono affamate, assetate, disperate. Ma nessuno riesce a fermare l’azione del governo israeliano contro il popolo palestinese, anzi, direi che il quadro internazionale si stia delineando in termini che fanno pensare non solo ad un sostegno alla attuale guerra israeliana ma alla intera strategia politica della destra nazionalista e religiosa che l’ha preparata e la sta realizzando.
E’ urgente cercare di fermare tutto questo con gli strumenti che ognuno ha a propria disposizione. Diciamolo ai governi nazionali, all’Unione Europea, all’ONU e a tutti coloro che, piccoli e grandi, non vogliono rimanere in silenzio.
Tutti pagheremo il conto di questa guerra di distruzione e terrore, niente di tutto questo rimarrà in Medio Oriente.
https://www.ilpost.it/podcasts/globo/inside-gaza-with-sami-al-ajrami-original-english-version
“ Se chiedi ad una famiglia che è in una tenda da un anno cosa pensa del giorno successivo alla guerra, si mettono a ridere. Dimmi come faccio a pensarci se non so se arrivo a domattina perché non so se riuscirò a rimanere in vita, perché quando gli israeliano colpiscono vicino alle tende i frammentiu uccidono tutti, passano attraverso tutte le tende, ho visto persone abbracciate per terra, si tenevano strette, le madri i padri cercavano di proteggere i figli. Io dovrei chiedere loro cosa pensano del giorno successivo alla guerra? Per loro è ridicolo, fermate prima la fuerra perché sobo sdraiato a aterra a cercare di salvare i miei figli”
https://www.ilpost.it/podcasts/globo/dentro-gaza-con-sami-al-ajrami-italiano
L’attivazione della Corte penale internazionale (International Criminal Curt / ICC) non è un ostacolo alla ricerca di soluzioni diplomatiche, ma il riconoscimento di strumenti internazionali faticosamente costruiti in questi anni, il rilancio del diritto internazionale e delle istituzioni internazionali mentre si cerca invece di delegittimare ogni soggetto diverso dalle sovranità nazionali nell’esercizio della forza e della violenza.
Leggere, studiare, analizzare ed elaborare sembra davvero un lusso di fronte a tutto questo ed è invece ciò che dobbiamo continuare a fare; anzi dobbiamo farlo meglio, con più attenzione, con più coraggio, per costruire speranze e strade percorribili.
Reagire alla indifferenza ed alla rassegnazione.
Per quanto riguarda il testo di Arturo Marzano.
Ha la struttura corretta che un docente di storia e istituzione dell’Asia deve dare ad un tema così complesso, con nove capitoli dedicati alle questioni della terra palestinese dall’ottocento e a quella israelo – palestinese negli ultimo ottanta anni. Io penso invece sia più utile partire dagli ultimi due capitoli, “Un odio atavico” e “Conclusioni”, per poi passare alla precedente struttura di studio
La conclusione nega che il libro abbia conclusioni, chiarisce l’intento complessivo, quello di decostruire vulgate e narrazioni chiuse per uscire dagli schieramenti, ma è proprio questa mossa lucida, questo scarto consapevole fuori dalle strategie costruite dai soggetti in campo che gli permette di consegnarci la sua conclusione: “Solo facendo il bene di entrambi si sostiene la propria parte. La sola possibilità perché Israele prosperi è che lo faccia anche la Palestina”.
Risalendo indietro, è proprio nel capitolo finale in cui denuncia la falsità storica del presunto “odio atavico” tra le parti in causa, in cui svela il carattere strumentale di tale contrapposizione che oggi assume spesso la forma utile dello scontro occidente – islam, è qui che l’autore sceglie di dare fondamento alla sua conclusione, di raccontarci l’altra Palestina, quella che da anni cerca di costruire una società che sceglie la pace e la giustizia.
Questo è il mio punto di partenza e di arrivo, con le parole di Gad Lerner: “due popoli che non hanno nessun altro posto dove andare”. Quei due popoli devono arrivare alla pace, “perché sono due popoli che non hanno nessun altro posto dove andare”.
https://www.ilpost.it/podcasts/globo/la-salvezza-e-la-dannazione-di-israele-con-gad-lerner
23 novembre 2024
PRIMA PARTE
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